Giorno 7: Quando ci imbarchiamo per far piacere alle Pulci e poi siamo noi a divertici

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“Vabbe’, se alle Pulci piace…” ci diciamo addentando un gustosissimo panino würstel e crauti sulla riva del fiume e ci procuriamo direttamente sul molo i biglietti per una minicrociera sulla Sprea: direzione est – ovest, da Oberbaum Brücke a Moabiter Brücke, sola andata, per un totale di un’ora e mezza di percorso. Così, tutti infagottati nonostante l’agosto avanzato, saliamo sul ponte scoperto del battello con l’atteggiamento di chi fa un regalo ai bambini.

Ma dopo un quarto d’ora, osservato come la ciurma scioglie gli ormeggi, seguita la rotta con il dito sulla mappa, visitato il minibar, scoperti i servizi igienici ed esplorato ogni singolo centimetro quadrato dell’imbarcazione, diventa chiaro che chi si sta gustando davvero quel viaggio nel viaggio non sono le Pulci.

Il fatto è che la prospettiva del fiume richiede un’astrazione tutta adulta: il bello sta nell’andare a riconoscere – da dietro – tutto quello che della città si è visto fino a quel momento.

Così, noi genitori senza cuore, ci perdiamo a fantasticare (im)possibili serate romantiche sui locali bordo riva dei quartieri più a est, osserviamo con partecipazione le manovre del battello nella chiusa nei pressi di Fisher Insel, ammiriamo l’eleganza e la maestosità del Mitte, ci stupiamo della modernità della zona dirigenziale intorno al Reichstag e della prepotenza della natura nei parchi a ovest della Haupt Bahnhof. Nel frattempo le Pulci denunciano freddo, fame, sete e malesseri sempre meno credibili, dal mal di pancia a forme inedite di narcolessia.

E ancora una volta la salvezza viene da Baba che il giorno prima ha avuto la geniale idea di procurarsi due macchine fotografiche usa e getta. Dal momento in cui le sfodera, le Pulci si lanciano in un safari fotografico salva-adulti. Ogni soggetto è buono per scattare: un pesce a fior d’acqua, una nuvola a forma di schiaccianoci e quel signore laggiù in fondo in fondo con il cappello rosso. Vietato far notare alle Pulci che quelle macchine non hanno lo zoom, non permettono messe a fuoco manuali e non gestiscono il controluce. Poi si vedrà: per ora la minicrociera è recuperata!

Questo delle macchine usa e getta, in realtà, è un trucco davvero magico e a basso costo che durante il viaggio riutilizzeremo in altre occasioni: questi apparecchi fotografici si possono acquistare nei tanti bazar per la casa a marca DM sparsi per la città. Inoltre in alcuni degli stessi negozi è disponibile anche un chiosco per stampare le foto self-service. La qualità della stampa non è alta, ma anche gli scatti pulceschi saranno pieni di fuori fuoco e dita sull’obiettivo. Le foto stampate diventeranno l’occasione per farsi due risate insieme e, se vi piace il fai-da-te, sono ideali per essere ritagliate e per comporre splendidi collage di viaggio. Un modo per ricordare la vacanza anche una volta tornati a casa, durante le piovose domeniche autunnali.

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1) Navigare mette una gran fame. 2) Ci piace sempre andare al cinema quando siamo in viaggio: “L’era Glaciale. In rotta di collisione” in tedesco, però, è un bell’iceberg da aggirare! 3) Scoperta per caso, sulla strada di casa, Vagabund Brauerei si rivela una piacevole sorpresa: un locale caldo e raccolto per una birra serale in compagnia dei Vagabondi, i tre simpatici osti americani.

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