Giorno 8: Quando raggiungiamo il punto più a est e il punto più alto del nostro viaggio

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“Ci sono cose, Pulci, che vedrete solo perché i vostri genitori sono un po’ invasati. Siamo fatti così, cercate di coglierne i lati positivi e abbiate pazienza… prima o poi vi libererete di noi!”
Questo è stato l’unico discorso che siamo stati capaci di fare alle povere Pulci, per prepararle a una giornata che si è rivelata davvero campale.

Vi siete mai chiesti come e dove finisce una guerra? Esistono luoghi precisi e stanze in cui generali e potenti si riuniscono, tavoli su cui firmano trattati, bicchieri con cui brindano a vittorie, anche se le vittorie sono state tristi e sofferte. E questi posti e questi oggetti restano, comunque poi prosegua la storia.

Nell’est più est di Berlino, a Karlshorst c’è una villa che un tempo fu privata, poi Quartier Generale del Comando Sovietico, e oggi Museo Russo-Tedesco. La villa conserva la sala in cui il Feldmaresciallo Keitel ha firmato la resa del Governo Nazista sotto gli occhi tesi e adrenalinici del comandante in capo Zukov e di alti rappresentanti degli eserciti americano, inglese e francese. Insomma in quella sala è finita la Seconda Guerra Mondiale, dopo più di sessanta milioni di vittime e danni incalcolabili a cose e anime. È sicuramente un luogo da visitare.

E così facciamo. Al Museo Russo-Tedesco ci arriviamo con calma, spostandoci lentamente e privilegiando i mezzi di superficie, tram e bus, per osservare come cambia la città via via che ci si addentra nella ex DDR. L’impatto con il museo non è dei più dolci per le Pulci: molte delle didascalie sono in russo, l’ambiente è austero e c’è una sessione molto esplicita sul trattamento dei bambini all’interno dei campi di concentramento. Ma Baba è un narratore senza pari e le sue spiegazioni insieme al filmato originale che racconta la fine della guerra, dall’atterraggio di Zukov a Tempelhof al pranzo di gala dopo la resa, vale il lunghissimo viaggio fino al museo, nel più profondo est della città.

E dal momento che è giornata di record, perché non salire a 203 metri sopra Berlino?
“Pulci, saliamo sulla torre della televisione?”

La Fernsehnturm è un vero e proprio punto di riferimento in città: ovunque ci si trovi, alzando lo sguardo, la si individua e si sa che lì c’è Alexanderplatz. Reciprocamente non c’è nulla di Berlino che si nasconda alla vista della torre. Una volta smaltita l’ordinatissima coda (che a fine giornata è più breve), un ascensore con tetto trasparente ci catapulta in una manciata di secondi nella pancia della sfera panoramica, in un’atmosfera lusso anni ‘50 per cui sembra di poter incontrare da un momento all’altro Sean Connery nei panni di James Bond.
“Pulci, guardate dove siamo andati ieri mattina? E lì, ieri pomeriggio! E laggiù, la sera!”
“Ma allora quanto abbiamo camminato?”
“Ehm… firulì, firulà.”

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1) Come sempre, anche nella Fernsehnturm troviamo informazioni e materiali adatti alle Pulci. Berlino è davvero il paradiso dei bambini! 2) Questo è quel momento dei nostri viaggi in cui compriamo l’ennesimo paio di forbicine. In genere va così: i grandi se le dimenticano a casa, le Pulci se ne stanno zitte zitte, sperando che il miracolo sia avvenuto e non ci sia più bisogno di tagliarsi le unghie, mai più. Succede anche a voi di allevare aspiranti Wolverine? 3) Berlino è un ottimo punto di partenza per un giro del mondo in ottanta ricette: assaggiamo le cucine più diverse, dalla thai, alla messicana, a tutte le varianti della cucina del Maghreb, fino a fusioni al limite del possibile, come zuppa di trippa e kebab. Le Pulci non sempre apprezzano, ma sulla cucina libanese raggiungiamo un compromesso.

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