Giorno 4: “Coraggio, che siamo quasi arrivati!”

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La domenica a Berlino è tutto chiuso, fatevene una ragione. Approfittatene per camminare, Pulci permettendo.

La nostra strategia è muoverci di parco in parco – in città ce ne sono davvero tanti – e mentire spudoratamente alle Pulci sulle distanze relative.

Se solo il tempo lo consente (bastano pochi raggi di sole o anche che la pioggia non sia troppo fitta), i berlinesi passano la domenica in strada, affollano i numerosi mercati contadini di quartiere, si esibiscono nel karoake a Mauerpark, se la prendono comoda nei caffè di Neukölln, degustano finger food nella Kultur Brauerei in Shönhauser Allee, fanno pic-nic luculliani e si divertono nei giochi più vari in ogni angolo verde della città.

Quindi, non temete, ci sarà sempre qualcosa da indicare alle Pulci quando cominciano a trascinarsi:
“Guarda, cosa fanno lì?”
E per la mezz’ora successiva la stanchezza è dimenticata. Assicuratevi solo che abbiano scarpe comode e tenete qualche biscotto di riserva nello zaino.

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1) Un riconoscimento alla Pulce Minore che, sandaletti ai piedi, ha macinato chilometri e chilometri… Certo, senza smettere di parlare nemmeno un minuto, ma questo, almeno ora che è passato, sembra secondario. 2) Lo street food italiano va molto di moda: in particolare… gli gnocchi. Davvero strano per noi pensare agli gnocchi come a uno snack! 3) A Berlino il brunch della domenica è in Knaack Strasse: da Pasternak per la cucina russa più tradizionale, da Gagarin, proprio accanto, per un approccio fusion alla stessa tradizione culinaria. Entrambi i locali offrono piacevoli tavolini all’aperto, sotto gli alberi della piazza. Un’avvertenza, però: le vespe sono invasate e non mancano di pungere grandi e piccini. 4) In Alexaderplatz ci imbattiamo in un festival dello spettacolo di strada: le Pulci rimangono rapite da una compagnia di bambini e adolescenti, una scuola ebraica di arti performative, in cui tutto, dalle scenografie alle musiche dal vivo, sono farina del sacco dei piccoli allievi. Al momento degli applausi ci regalano dei fiori di carta “Mamma, ora ce lo prometti. Metti in borsa questi fiori e non li butti fino a stasera, intesi?” Scomodo, ma accettabile.

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