Giorno 3: “Mamma, ma noi abitiamo in Italia Est o in Italia Ovest?”

3

Il muro a Berlino c’è ancora. Non blocca nessuno e nessuno lo deve scavalcare, ma è impossibile ignorarne le tracce sparse ovunque in città. A ricordarlo, certo, ci sono i monumenti, i memoriali, i musei, le cartoline. Ma il muro o, meglio, la sua assenza è il motore stesso dei flussi di ricchezza che continuano visibilmente a spostarsi da ovest a est di quartiere in quartiere.

Quando, a mia volta Pulce, ho visitato Berlino prima del crollo del muro, l’ovest era tutto uno sbrilluccichio di novità e innovazione. Oggi la parte ovest della città ha un aspetto “bronzato”, con edifici e monumenti che sembrano recuperati da una bottega di modernariato. Il quartiere di Kreuzberg negli anni ’90 era ai miei occhi il luogo della libertà e dell’anticonformismo. Oggi lo trovo degradato e grottesco e, piuttosto, amo passeggiare tra le piazze e i caffè di Prenzlauer Berg. Sarà l’età? Non so. Di sicuro c’è che Berlino è una città in perenne trasformazione e in questo il muro, insieme a tutte le vicende che hanno portato alla sua costruzione e poi alla sua distruzione, ha giocato un ruolo chiave.

Non si può dire che la storia del muro lasci indifferenti le Pulci. E il memoriale di Bernauer Strasse è l’inizio di questa fascinazione.

Il Gedenkstätte Berliner Mauer si sviluppa lungo un chilometro di prato e, prima di tutto, è il luogo ideale per correre liberamente. Durante il percorso ci fermiamo a osservare quel che resta del muro, guardiamo le immagini e ascoltiamo le testimonianze di chi in quella via ci viveva e a un tratto ha visto la propria vita tagliata a metà. Seguiamo anche le tracce dei tunnel segreti scavati da fuggiaschi e da spie e, nell’ultimo tratto, visitiamo la ricostruzione di una porzione della “terra di nessuno”. Così, usciti dalla mostra fotografica al termine del percorso, dove abbiamo osservato a occhi spalancati gigantografie di mamme che sollevano i propri bambini neonati per mostrarli ai parenti dall’altro lato del muro, comincia una vera e propria caccia al tesoro a tema “est vs ovest”.
“Tu quanti pezzi di muro hai visto?”
E ce ne sono sparsi all’East Side Gallery, a Potsdamer Platz e in molti altri luoghi.
“Io ho visto una foto nuova! E tu nooo…”
La città è punteggiata da pannelli metallici grandi e piccoli che raccontano storie e ricordano fatti relativi al muro. Perfino nel Lego Discovery Center, il parco sotterraneo del Sony Center (l’esperienza più estrema a cui un genitore possa sottoporsi), le Pulci scoveranno e riconosceranno la simulazione in Lego della distruzione del muro davanti a una minuscola porta di Brandenburgo in mattoncini.

Poi la questione degenera in un ossessivo:
“Ma qui era est o ovest?”
Fino a diventare una categoria cognitiva universale:
“Noi abitiamo in Italia Ovest, vero?”

3text

1) Alla ricerca del Muro di Berlino: comincia la saga! 2) Questo è un aspetto straordinario di Berlino agli occhi delle Pulci: riuscire a far mangiare loro la verdura è ancora più difficile che a casa. 3) La mattina corro nel parco ascoltando le radio locali. Il mio tedesco è davvero arrugginito, ma quando riesco a capire stralci di conversazione o qualche notizia, al benessere delle endorfine si unisce un certo senso di soddisfazione. 4) Ampelmann, l’uomo disegnato nei dischi dei semafori di Berlino, è uno dei nostri migliori alleati: a ogni incrocio possiamo sempre chiederci se comparirà e distrarre così le Pulci da noia e stanchezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...