Giorno 14: #pulcieroiche, missione compiuta!

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Questa è quella mattina in cui apro gli occhi e ci impiego un attimo a capire dove mi trovo. Soprattutto se il viaggio di ritorno è stato lungo, come è stato, e la notte difficile.

È appena l’alba e me ne sto stesa in equilibrio sul bordo interno di uno di due letti gemelli: a destra la Pulce Piccola che si è avvinghiata a me per tutta la notte, a sinistra a cavallo del buco tra i due materassi, un piede della Pulce Grande prepotentemente puntato sulla mia pancia.

“Ora provo ad alzarmi e a tornare nel mio letto” penso con lo sguardo fisso sulla trave a spiovente. Ma non mi muovo mica, perché in cuor mio so che se si svegliano la situazione, già precaria, potrebbe peggiorare. Così scivolo in una riflessione che ha i contorni sfumati del sogno.

“Dormite un altro po’, Pulci, siete state brave, avete camminato, guardato e commentato anche oltre quanto era giusto pretendere. Tra poco ci alzeremo, e mentre voi svuoterete meticolosamente ogni singola cesta di giochi come sempre succede quando torniamo da un viaggio, Baba e io cercheremo di mettere in ordine quello che era in valigia, nel solito sistema di correnti contrarie, per cui in questa casa l’equilibrio assoluto si trova solo nel caos.

E io riporrò nella libreria la guida di Berlino e mi soffermerò a guardare le guide di tutti gli altri viaggi che abbiamo fatto insieme. C’è ancora un sacco di posto in libreria! E possiamo anche creare una seconda fila, perché io ho una gran voglia di viaggiare ancora con voi. E poi anche voi farete i vostri viaggi e avrete le vostre librerie da riempire, da soli, in compagnia e presto anche con le vostre famiglie. Non vi fermate, Pulci, viaggiate, perché viaggiare è il modo più intenso per scrivere la storia delle vostre vite.

E chi se ne frega, Pulce Grande, se il Diario delle Vacanze non è venuto perfetto come volevi, tanto (e ora te lo posso dire) anche secondo me la maestra Ada di questi 28 diari non ne legge nemmeno uno.”

Un mugolio leggero interrompe la catena dei miei pensieri, forse sto pensando troppo forte:
“No, Pulce Piccola, ti prego, aspetta! Altri cinque minuti…”

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1) L’immancabile moka del ritorno. 2) “Ma quanti foglietti, cartoline e biglietti ci trasciniamo dietro a ogni viaggio. Le buttiamo, Pulci?” “No, ti prego, mamma!” “Ma non voglio vederli rotolare per casa, intesi?” “Sì sì, teniamo in ordine tutto noi.” Che piccole Pulci bugiarde!

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