Giorno 12: Tempelhof? Ti mette le ali

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A Berlino i parchi sono veramente tanti. Tutti tendenzialmente grandi, curatissimi e attrezzati in modo spartano. Al centro c’è la natura. Nel Goethe Park, ad esempio, dove mi capita di correre al mattino presto, continuo ad avere la sensazione di perdermi. Mi sembra di attraversare veri e propri tratti di foresta e poi d’improvviso sbuco a ridosso di un complesso di case o su un vialone ad alto traffico.

In ogni caso, oltre a essere incredibili polmoni verdi per la città, i parchi di Berlino sono i luoghi ideali per far passare alle Pulci qualche ora di tregua. Durante il nostro soggiorno, abbiamo preso l’abitudine di portare sempre un pallone nello zaino: una volta individuato il prato giusto, lo tiriamo fuori e subito vediamo raggrupparsi piccoli sciami di bambini che nelle lingue più varie organizzano improbabili e complicatissimi tornei.

E questo vale per la maggior parte dei parchi di Berlino. Poi c’è Tempelhof.

Lo chiamo parco, ma forse sarebbe più corretto definirlo uno spazio fanta-reale, il luogo più vicino al concetto astratto dell’amore per la libertà. Aeroporto storico della città, vanto del Führer, ha visto la sua attività andare riducendosi via via, fino alla chiusura definitiva nel 2008. Oggi, parco pubblico, è rimasto così come era quando faceva da snodo aeroportuale, ma sulle sue piste, anziché aeroplani, richiama appassionati di skateboard, virtuosi di rollerblade, ciclisti e amatori di una quantità di altre forme di movimento di cui non conosco nemmeno il nome. Windsurf a pedali, kite surf su ruote, pedalò da strada, tandem più o meno modificati, ci si può incontrare di tutto.

Prendetevi almeno un pomeriggio per visitarlo, portate tutti gli oggetti “rotanti” che avete a disposizione o affittatene lì sul posto. Tempelhof trasmette un’incredibile euforia: abbandonatevi alla sensazione e date libero sfogo alla fantasia. Qualunque cosa riusciate a escogitare nessuno vi dirà che state intralciando il traffico!

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1) In questa bella giornata di sole la fame ci coglie di sorpresa durante una lenta passeggiata nel quartiere di Neukölln. Decidiamo di fermarci per il pranzo in un locale davvero hipster: Tischendorf, in Friedel Strasse. Il servizio è lento e confuso, ma alla fine siamo ripagati da omelette ricchissime e pancake guarniti con miele, frutti di bosco e noci. Il miglior pasto vegetariano che abbia mai mangiato. Anche la Pulce Minore apprezza, e questo, vi assicuro, è un fatto davvero eccezionale. 2) Siamo arrivati a Tempelhof: pedalareee! 3) Dopo tutto questo moto, scoppia una nuova crisi di fame. Stavolta la soluzione sta nascosta bene in fondo al mio zaino: quella stessa mattina, uscendo dalla stazione della metro di Schönlei Strasse, ho subito adocchiato una variopinta rivendita di frutta secca. Non ho resistito alle lusinghe delle vetrine stracolme di delizie e ne sono uscita con un bel pacco di pistacchi e mandorle. “Avete appetito ora, Pulci? Mmm, vediamo… stamani mi avete dato dell’inguaribile golosa. Quasi quasi, mi mangio tutto io!”

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