Giorno 11: Diciamocelo, ci sono musei e Musei!

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Che poi questa storia che i musei non sono adatti ai bambini non è mica sempre vera. Ci sono musei e musei. In particolare a Berlino ci imbattiamo in molte esposizioni fuori dall’ordinario che offrono strumenti interattivi, oggetti da manipolare e vere e proprie meccaniche di gioco, ideali per catturare l’attenzione pulcesca.

Tranquilli genitori che, come noi, tendete a non fidarvi troppo della divulgazione: i tedeschi sanno essere divertenti, accurati e scientifici anche senza essere barbosi. Questi due casi lo dimostrano.

Il primo è il DDR Museum, vicinissimo alla Museum Insel, che racconta la vita quotidiana della Germania est attraverso testimonianze dell’epoca e oggetti quotidiani. Chiunque può salire su un vero esemplare della famosa utilitaria Trabant, guardare spezzoni di programmi TV e radio avviandoli con bottoni e leve, affondare le mani in armadi pieni di abiti, sfogliare album di vita privata e riviste di moda.

La parte più curiosa agli occhi delle Pulci è la ricostruzione del modulo abitativo standard usato nei palazzoni costruiti dal regime per arginare l’emergenza abitativa. Tre ambienti – sala, cucina e bagno – completamente arredati e decorati alla maniera della DDR. Le Pulci possono sedersi sul divano, consultare l’elenco del telefono, servire un tè immaginario con un servizio di tazze anni 70, aprire tutti i cassetti e scoprire come nella DDR si facevano il caffè e il bucato. Un’avvertenza per i colleghi genitori: occhio allo sportello in alto a sinistra del mobile del tinello. Contiene testimonianze sulle abitudini sessuali del tempo, informazioni sulle politiche di contraccezione del regime e alcuni materiali soft-porno. A ognuno di voi decidere come affrontare questo aspetto del percorso…

Il Museo si sta allargando, ma attualmente l’ambiente è molto piccolo e zeppo di oggetti. La visita non dura più di un’ora: programmatela in orari alternativi ai flussi turistici, ad esempio molto presto o immediatamente prima della chiusura.

L’altro museo acchiappa-pulci è The story of Berlin, un’esposizione sulla Kunfursterdamm, facile da raggiungere e visitare in qualsiasi momento. Il museo ripercorre tutta la storia delle città, da quando era un insediamento di pescatori lungo il fiume ai giorni nostri. A pannelli descrittivi si alternano ricostruzioni di ambienti e situazioni: la parata dei manichini in divisa prussiana, un affollatissimo cimitero della prima guerra mondiale, la stazione ferroviaria degli anni 20 con tanto di rumori e fumi, e così via.

Il racconto procede per sensazioni e impressioni progressive che riportano a un determinato fatto storico. Così per raggiungere le stanze dedicate alla follia nazista occorre scendere molte rampe di scale, come ci si addentrasse in un girone infernale. Al primo piano un grande poster illustra i volti e i nomi dei personaggi più noti della Berlino degli anni ‘30, nei piani successivi, le immagini sono via via oscurate con la data di morte o di esilio di ciascun personaggio, fino a mostrare solo riquadri neri. La stanza dedicata a Hitler sembra non avere uscita, ma poi ci si accorge che per venirne fuori occorre spingersi attraverso un taglio praticato in un telone che rappresenta un’immensa svastica. Insomma la storia come esperienza fisica diretta.

Se riuscite, programmate la visita al termine del vostro soggiorno, può funzionare come una sorta di riassuntone di quello che avete visto e regalare grandi soddisfazioni alle Pulci. Durante la nostra visita, ad esempio, La Pulce Minore calpesta un tappeto di volumi gettati lungo un corridoio rosso fiamma, ci ragiona un attimo su e scoppia in un entusiastico:
“Sì! Questo è quando hanno dato fuoco ai libri in quella piazza!”
Indovinato: il rogo di Bebel Platz (oggi Opern Platz), ordinato dal Führer nel 1933 per eliminare le opere “straniere o degeneri”. Grande, Piccola Pulce!

Insieme all’esposizione è possibile visitare un vero rifugio anti-atomico, tuttora perfettamente funzionante: uno dei sedici costruiti in città durante la Guerra Fredda. La struttura è spettrale e la guida indugia molto nel racconto di quanto sarebbe dura una reale permanenza all’interno del bunker e di come sarebbe disperante lo scenario che i sopravvissuti si troverebbero di fronte, quando fossero costretti a uscire all’esterno (i filtri dell’aria hanno un’autonomia di sole due settimane!) Risultato di queste proiezioni di orrori e disastri: la Pulce Grande ha passato la notte successiva a urlare a causa degli incubi. Vedete voi…

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1) La storia si fa dolce nel museo The Story of Berlin: caramelle in premio per chi riesce a trovare la piccola volpe nascosta in ogni singola sala e ad aiutare così l’orso a ricongiungersi con la sua cara amica. 2) È tradizione che le Pulci ricevano un gioco (trasportabile) per ogni viaggio: la Pulce Minore sceglie una ninfa alata dal nome impronunciabile, mentre la Pulce Maggiore allarga la sua collezione di Yu-Gi-Oh, con carte dalle misteriose titolature in tedesco. Bah… contento lui!

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