Giorno 1: Quando decidiamo di visitare lo zoo di Berlino, che poi sono due

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Siete a Berlino. È il primo risveglio delle Pulci in città e già nel lettone perennemente sovraffollato (“Ma che prenotiamo a fare appartamenti con due camere?”) l’eccitazione ha raggiunto la soglia di allarme:
“Che facciamo? Dove andiamo? Come ci andiamo? Quando siamo arrivati?”
Qual è la prima cosa che vi viene in mente? Ci scommetto: anche voi direte “Lo zoo di Berlino”, che se ne sta lì in agguato nella memoria collettiva per via della storia di Christiane F.

Lo zoo? Lo so, lo so, genitori animalisti, per quanto le cure dei “parchi biologici” siano umane e rispettose, l’ippopotamo se la passa meglio nella savana, i volteggi dell’orango sono frutto di isteria e la foca si produce in spettacoli umilianti per non morire di noia, ma il punto da cui siamo partiti è che viaggiare con i bambini è dura e in qualche modo bisogna pur cominciare. Quindi sorvolerò sulla tristezza dei poveri amici animali e mi limiterò a raccontare la nostra esperienza della struttura, dei servizi e delle opportunità che offre uno degli zoo più belli e storici d’Europa.

Scendiamo nella stazione della metropolitana vicina a casa e risaliamo a Zoologischer Garten, un po’ storditi dalla nottata e dalle novità. L’inizio è entusiasmante. Ogni porta dello zoo è diversa e accende gli animi delle Pulci: statue giganti di felini, elefanti e bestie acquatiche accolgono i visitatori con grandi promesse. Scegliamo quella dei leoni e, per rendere ancora più completa l’avventura, affittiamo un carretto in legno dove caricare zaini, provviste e eventualmente anche Pulci stanche.

Le aree dello zoo sono segnate da grandi edifici: la casa delle giraffe, la casa delle scimmie, quella dei leoni. Quest’ultima ha una parte coperta, molto utile in caso di pioggia. Qui ammiriamo i grandi felini da vicinissimo e poi “sprofondiamo” in una sezione sotterranea, dove, in un’oscurità quasi completa, facciamo visita agli animali notturni: pipistrelli, uccelli dai grandi occhi e topastri di ogni tipo (i cartelli in tedesco non aiutano a comprendere fino in fondo questa straordinaria biodiversità, ma alle Pulci non importa).

Il brivido della visita al buio ci mette una gran fame. Andiamo alla ricerca di chioschi o banchetti, ma non funziona così. Gli altri genitori, prevalentemente tedeschi, sfoderano sontuosi pic-nic portati da casa e ci guardano con sufficienza. Facciamo elegantemente finta di niente e ci dirigiamo verso il ristorante. Prima lezione imparata: “Tu, mamma italiana, non uscire mai di casa senza viveri, alles klar?”

Le ore successive sono segnate dal brutto tempo e dalla stanchezza: lo zoo è grande e una visita accurata potrebbe durare ancora molto, ma quando le gocce di pioggia cominciano a mischiarsi alle lacrime… vediamo una luce in fondo al tunnel. Proprio fuori dello zoo, al decimo piano dell’Hotel 25 Hours, all’interno del modernissimo centro commerciale Bikini Berlin, scoviamo il Monkey Bar, un locale esotico-kitsch dove ci servono bevande tiki che possiamo bere seduti su cuscini colorati ascoltando il DJ set sullo sfondo.

Al bar si accede con un ascensore il cui ingresso ricorda già la jungla. Liane e fogliame finti ci attraggono, ma la coda ci spaventa e chiediamo a un buttafuori abbottonatissimo se le Pulci possono entrare. Lui inaspettatamente sorride e commenta in un inglese spigoloso:
“Certo, i bambini sono i benvenuti!”.
E questa, nonostante la logistica complicata e il tono un po’ modaiolo del locale, è la pura verità! I bambini sono davvero i benvenuti: una cosa che, con un po’ di sorpresa, scopriremo essere la norma praticamente ovunque a Berlino. Una delle tante magie teutoniche.

Saliti in cima al palazzo, scopriamo che il locale si chiama così perché la grande vetrata della sala principale si affaccia proprio sulle gabbie dello zoo riservate alle scimmie. Purtroppo sta già scendendo il buio e, con grande delusione delle Pulci, bertucce e gorilla sono andati a nanna. Ma, prima che il capriccio decolli, rimane ancora una carta da giocare. La terrazza sull’altro lato del locale si apre su uno splendido tramonto sui tetti di Berlino. Le Pulci sono rapite dalla vista e da tutto quel rosa. Fiù, finale di giornata salvato in corner!

In seguito, spingendoci lungo la linea metropolitana U-5 in direzione est, ci imbatteremo in un secondo zoo di Berlino, il Tierpark costruito al tempo della DDR perché l’altro era rimasto al di là del muro. Lo annunciano grandi cartelli fotografici dell’epoca, ingialliti dal tempo, con immagini di panda, orsi e sorridenti signore in abiti anni ‘50 che accompagnano i propri bambini per mano. Pare sia ancora più grande e spettacolare del primo, ma due zoo in uno stesso viaggio sono davvero troppi. Noi abbiamo fatto resistenza, voi ci riuscirete? Genitori avvisati…

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1) La U-Bahn di Zoologischer Garten è uno snodo importante della città, al di là della visita allo zoo è un’ottima postazione per scoprire la zona intorno a Ku’damm. Proprio di fronte alla stazione assistiamo a un originale spettacolo di strada: un ragazzo sui vent’anni sfida i passanti agli scacchi. Si fermano in tanti e ogni partita non dura più di pochi secondi. Al termine il ragazzo blocca il timer, saluta rispettosamente l’avversario e riscuote la posta in gioco. Si pagherà così il suo viaggio intorno al mondo? 2) A Berlino le nostre colazioni si trasformano in banchetti: protagonista della tavola il pane. Integrale, alle patate, croccante o umido, ricoperto di semi o di fiocchi di cereali. La visita in backerei è il momento più profumato della giornata. 3) La Pulce Minore trasforma ogni giorno le sue esperienze in disegni, che poi ritaglia e incolla al muro. Cara Host di Airbnb, perdonaci. Abbiamo sempre usato scotch di carta!

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. LaCorteFiorita ha detto:

    Rosa, i miei più sinceri complimenti! Un progetto davvero originale in un linguaggio piacevole e scorrevolissimo. Mi auguro che sia solo il preludio per raccontare nuove entusiasmanti storie di viaggio, sempre mano nella mano con i tuoi bambini!

    Piace a 1 persona

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